
Perché dove i più piccoli vivono bene anche gli adulti, felicemente inseriti o persone in difficoltà, possono avere una risposta adeguata alle proprie esigenze.
Perché Ragusa, a differenza di altri centri del sud, ha un passato fatto di sapere agricolo, artigianale e coscienza civile, che non deve essere perduto bensì coniugato alle regole e allo spirito dell’imprenditorialità per sostenere la sfida della modernità.
Potenziare e creare strutture per i più piccoli (dal verde attrezzato ad adeguati spazi per attività ricreative e pedagogiche) strutture che potranno e dovranno essere a servizio di tutta la cittadinanza e sulle quali l’amministrazione vigilerà affinché sicurezza e agibilità non siano mai compromesse.
Promuovere, di concerto con le altre istituzioni regionali, iniziative indirizzate alla valorizzazione dei prodotti ragusani ma soprattutto alla tutela delle centinaia di persone che quotidianamente lavorano e si sacrificano per la realizzazione di questi prodotti.
Agricoltura, artigianato e imprenditoria ragusana devono essere sostenute e fatte conoscere, quindi, nel rispetto del nostro paesaggio – che esso stesso è risorsa – e del nostro passato.
Un’ipotesi che vorrei si trasformasse in realtà fattiva è quella di una fiera di Ragusa, in grado di convogliare sulla nostra città l’interesse di produttori ed espositori, fare conoscere la nostra terra nel resto del Paese e, perché no, del continente e, soprattutto, aumentare l’indotto occupazionale.
Già ora Ragusa ha un tasso di disoccupazione dimezzato rispetto a quello del sud pari alla media nazionale.
L’impegno dell’amministrazione potrà, se ci sarà collaborazione da parte dei cittadini e delle associazioni di categoria, ridurre ulteriormente questa percentuale.
Le possibilità ci sono. E’ compito nostro sfruttarle con intelligenza.
L’utilizzo delle nuove tecnologie per una migliore fruizione dei servizi e per una maggiore trasparenza nella Pubblica Amministrazione.
Il polo universitario intimamente legato alle nostre imprese affinché le scelte dell’uno abbiano un ritorno per le aziende;
Una maggiore attenzione per il nostro ambiente, con scelte strategiche che migliorino la nostra area, le nostre acque, la nostra terra;
Un collegamento efficace fra il nostro patrimonio artistico e le nostre tradizioni agro – alimentari che produca un polo d’attrazione per il turismo;
Un ente locale che produca ricchezza, che possa integrare le risorse regionali e nazionali al fine di fornire servizi ai cittadini ed alle categorie più deboli;
Un ente locale che stimoli la nascita di un’economia di comunione, favorendo aziende no-profit le quali rappresentano una grande risorsa per lo stato sociale;
Un coinvolgimento sempre maggiore dei cittadini nella politica dell’ente locale.
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